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24 novembre 2013

Perenzione (Dilettanti allo sbaraglio II)

Da morire dal ridere o da piangere (tanto è uguale).

Dunque la questione è così:
Regione Veneto dispone a bilancio 173 milioni di euro come contributo pubblico per la realizzazione della SPV Pedemontana Veneta.
Non si tratta di soldi propri, ma di trasferimenti statali annui che dovrebbero arrivare  a partire dal 2002.
Siccome tra il 2003 e il 2009 i lavori sono fermi (non a causa dei comitati come si giustificano Galan e Zaia, ma a causa delle lungaggini e soprattutto dei  contenziosi tra chi si disputa a colpi di ricorsi la ghiotta torta, ossia Pedemontana Spa e SIS), i contributi non sono stati trasferiti, mentre i contributi di 2002,2010,2011 e 2012 sono regolarmente stati versati per un totale di 76,92 milioni.

Passato l'anno successivo a quello di competenza, questi soldi sono persi (guadagnati, dal nostro punto di vista).

In pratica, 61,9 milioni di euro per la Pedemontana mancano all'appello e potrebbero proprio non arrivare più.
Zaia e Vernizzi piangono il morto e dicono che i cantieri sono a rischio, che hanno pagato gli ultimi 11 milioni disponibili.

Sorge spontanea la domanda: se su un costo di 2 miliardi e 130 milioni, la spesa per il concessionario è di 1 miliardo e 600 milioni circa e i cantieri si fermano  perché mancano 61 milioni pubblici, non è che il concessionario ha  le pezze al c... proprio come l'Italia? (cit. Enrico Letta).

fonte: Il Sole 24 Ore

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