Avviso ai naviganti


AVVISO AI NAVIGANTI: A causa di insulti e messaggi astiosi ricevuti, abbiamo introdotto la moderazione dei commenti nel blog. Eravamo tra i pochi rimasti a non filtrare i commenti e ad accettare critiche discutendone apertamente, ma i tempi cambiano e il livello dello scontro e del "fuoco amico" pure.
L'alternativa è: Economia prossimale - Conversione ecologica dell'industria - Ri-modellazione del sistema di trasporti - Opere locali PER il territorio - Sviluppo delle energie rinnovabili - Efficienza energetica - Utilizzo della tecnologia per praticare la 'mobilità immobile' - Produzione e consumo responsabile - Agricoltura di prossimità - Cultura dei Beni Comuni - Sobrietà negli stili di vita - Cultura della democrazia dal basso e della partecipazione - Condivisione del sapere per sviluppare la democrazia degli uguali - Sviluppo della scuola, dell'università e della ricerca per sperimentare nuovi modelli culturali e sociali

08 marzo 2009

Ambientalisti in rivolta contro la "sanatoria anticipata" di Berlusconi


La sanatoria edilizia “nascosta” ed annunciata ieri dal premier Berlusconi sta sollevando la levata di scudi degli ambientalisti. La proposta si inserisce in quella “politica creativa” cui ci hanno oramai abituati Tremonti e Berlusconi e consiste nel varare una nuova sanatoria in materia edilizia addirittura prima che gli abusi possano essere commessi. Una trovata geniale. Legambiente ricorda il capolavoro di Francesco Rosi “Mani sulla città”, che raccontava la cementificazione in una Napoli in mano alle lobby camorristiche: “Sembra di ritornare nella situazione descritta in quel film”, afferma l’associazione ambientalista, “al tempo in cui, in barba a qualsiasi norma, Piano o regolamento edilizio, negli anni ’60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri”. Si tratta di pagine della nostra storia, continua Legambiente, “nelle quali la speculazione edilizia ha avuto il sopravvento, costruendo periferie squallide e invivibili”. Secondo molti urbanisti, l’idea di abolire la licenza edilizia, cioè il regime autorizzatorio a costruire da parte degli enti locali, per affidarla a progettisti privati, può avere effetti devastanti sull’equilibrio già ampiamente compromesso di molte parti del nostro territorio. Secondo Daniel Modigliani, ex direttore del piano regolatore romano, “il governo ha di fatto deciso di non volersi occupare della trasformazione edilizia delle aree metropolitane, nelle quali, peraltro, abita l’85% della popolazione italiana”.
Per Massimiliano Fuksas, architetto di fama internazionale, “in nessun altro Paese che io conosca esiste un regime totalmente liberistico dell’edilizia, dove nessuna autorità pubblica ha competenza per concedere o meno lo sfruttamento del suolo per costruire edifici”.

Naturalmente soddisfatti i costruttori.
Si prospetta per loro un periodo roseo, a differenza dei lavoratori in cassa integrazione o senza alcun sostegno al reddito, per i quali il premier nega l’assegno di disoccupazione.

Costa Turchese - reportage dai terreni della famiglia Berlusconi

Grandi ville per tutti

Nessun commento:

Posta un commento

Sotto la neve pane. Sotto il cemento fame!