L'alternativa è: Economia prossimale - Conversione ecologica dell'industria - Ri-modellazione del sistema di trasporti - Opere locali PER il territorio - Sviluppo delle energie rinnovabili - Efficienza energetica - Utilizzo della tecnologia per praticare la 'mobilità immobile' - Produzione e consumo responsabile - Agricoltura di prossimità - Cultura dei Beni Comuni - Sobrietà negli stili di vita - Cultura della democrazia dal basso e della partecipazione - Condivisione del sapere per sviluppare la democrazia degli uguali - Sviluppo della scuola, dell'università e della ricerca per sperimentare nuovi modelli culturali e sociali

MANIFESTAZIONE REGIONALE NO PEDEMONTANA

APPELLO


I cittadini di Montecchio, della Valle dell’Agno e dell’Alto Vicentino, i comitati e i gruppi contro la Pedemontana di tutta l’asta dell’opera, invitano tutti i movimenti, i comitati e le realtà in lotta, i singoli e le famiglie ad aderire alla manifestazione firmando l’appello e partecipando direttamente il 17 Marzo 2012 ad ALTE di MONTECCHIO MAGGIORE (VI), Piazza S. Paolo - ore 14,30

Dopo anni di assemblee, mobilitazioni, ricorsi, il Tar del Lazio ha dato ragione ai cittadini ricorrenti, invalidando tutte le iniziative decretate successivamente alla nomina del Commissario Straordinario, giudicata illegittima e pretestuosa.
Nonostante questo, come già accade in altri territori, si vuole procedere ignorando la volontà dei cittadini e della stessa Magistratura, calpestando con la forza ogni tentativo di difendere la terra, il paesaggio, l’ambiente, l’agricoltura, la salute, il patrimonio di chi ci abita.
Tutto a vantaggio di pochi e per creare ancora debito che poi i cittadini dovranno ripagare con nuove tasse e tagli ai servizi.


Di fronte a tutto questo, non ci rimane che lottare, con la speranza di porre le basi di un mondo migliore e di un nuovo modello di sviluppo.

Per firmare l'appello e aderire, invia una email quanto prima a

comitatonopedem@pin.zzn.com



Altre adesioni:

Assemblea dei Movimenti del NordEst
Rete No-AR (Rete No Autostrada Romea)
CAT, Riviera del Brenta e Miranese (PD-VE)
Valentina Dovigo (Circolo Legambiente Vicenza)
Legambiente Veneto
Comitato Beni Comuni/No dal Molin - Valle Agno (VI)
CSA Arcadia, Schio (VI)
Polisportiva Indipendente, Vicenza
Gruppo Acquisto Solidale, Malo (VI)
Gruppo Acquisto Solidale, Valdagno (VI)

Il Popolo Veneto
Giovani Comunisti, Schio (VI)
Giovani Pro Salcedo (VI)
Verona Rivolta Il Debito (VR)
Treviso Rivolta Il Debito (TV)
Salviamo il Paesaggio, (TV)
MoVimento Cinquestelle, Abano Terme (PD)

Prof. Gianni Tamino (Docente universitario ed ex parlamentare europeo)
Prof. Luciano Baruzzi, Lugo (RA) (Geologo, ex Preside a Bassano del Grappa (VI)
Egidio Bicego (ex Sindaco di Villaverla) - (VI)

Unione Sindacale di Base, Vicenza
Giancarlo Puggioni (Segretario Generale Fp CGIL), Vicenza
Pietrangelo Pettenò (Consigliere regionale 'Federazione della Sinistra Veneta')
Lista "La sinistra e i Beni Comuni per Brogliano" e
i consiglieri comunali Barbieri Angiolino e Battistin Cristian, (VI)
Borgato Francesco (Consigliere Comunale 'Brogliano Protagonista), (VI)
Nicola Dettino (Consigliere Comunale 'Malo Insieme'), (VI)
Lanfranco Tarabini (Consigliere Comunale 'Malo Insieme'), (VI)
Giovanni Soldà (Consigliere Comunale 'IDV'), Valdagno (VI)
Cinzia Bottene (Consigliera Comunale 'Vicenza Libera')

Sinistra Critica Veneto
Liga Veneta per l'Autonomia
PRC Federazione di Vicenza
PRC Recoaro Terme (VI)
Italia dei Valori Abano Terme (PD)
Italia dei Valori, Mira (VE)
Italia dei Valori, Valle dell'Agno (VI)

Maria Luisa Venturin (Insegnante), Portogruaro (Ve)
Franco Pileggi
Alberto Barause
Lucia Zarantonello
Lionello Gobbo
Patrizia Pretto
Elena Rossi
M. Maddalena Albanese
Barbara Pietrobon
Giovanna Maccà
Gabriella Franceschetti
Bernardo Piemonte, (VR)
Ester Giusto, Padova
Fabrizio Dante
Michela Centomo
Carla Ceolato
Luca Battistin e family
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Pedemontana: dal Consiglio di Stato via libera ai lavori Sis-Itinere

Corriere della sera 14 marzo 2012

Confermato stop sentenza Tar favorevole a Comune Villaverla Roma, 14 mar - Arriva dal Consiglio di Stato il via libera ai lavori per realizzare la Pedemontana Veneta, affidati all'Associazione temporanea d'impresa costituita dal Consorzio Sis e dagli spagnoli di Itinere Infraestructuras. La Quarta sezione di Palazzo Spada, come apprende Radiocor, ha accolto i ricorsi con cui la Regione Veneto, il Consorzio Sis, la Pedemontana Veneta e il commissario straordinario per l'emergenza traffico nelle province di Vicenza e Treviso chiedevano di confermare lo stop alle sentenze del Tar del Lazio dello scorso novembre e del 2 febbraio di quest'anno avevano disposto il blocco dei lavori, accogliendo un ricorso del sindaco del comune di Villaverla (Vicenza). I giudici hanno ribadito con ordinanza il congelamento in via d'urgenza delle sentenze gia' disposto lo scorso 15 febbraio, fissando l'udienza di merito al prossimo 19 giugno. "Nelle more della definizione del giudizio nel merito - si legge nell'ordinanza pubblicata oggi - va assegnata prevalenza all'interesse pubblico alla prosecuzione dei lavori".

Pedemontana: i lavori continuano.


Dopo l'annuncio dello stop ai lavori a causa del rinvenimento di reperti archeologici nel cantiere della Autostrada Pedemontana Veneta ci è venuto lo sfizio di andare a vedere la situazione e renderci conto se effettivamente, a fronte di questi rilievi le ruspe si siano fermate.
Quello che abbiamo visto è un torrente (l'Igna) in condizioni pietose, i campi dove è situato il cantiere completamente devastati dai lavori delle macchine operatrici.


L'archeologo che era con noi ha individuato l'area dei reperti, un cantuccio con due fettucce biancorosse che delimitavano un centinaio di metri quadri, ma dalla nostra precedente visita lo scenario è completamente cambiato. E' stato scavato un alveo per la deviazione del torrente Igna e sono stati installati dei silos per impastare il calcestruzzo. I pioppi secolari non ci sono più! Questo chilometro di cantiere è la rappresentazione di quello che ci aspetta sull'intera tratta del tracciato. Io, sinceramente, sono rimasto sconvolto.
Cosa vuoi che siano 15 metri di carreggiata in trincea che attraversa la campagna protetta dagli argini? Cosa vuoi: è il progresso, lo sviluppo.........


Abbiamo scattato delle foto per cercare di portare una testimonianza, anche se questi scatti non rendono l'idea dello scempio, dello sconvolgimento di questi campi che fino a poco tempo fa producevano mais, fieno, uva , grano, orzo beni essenziali alla nostra sussistenza.




Poco prima di andare al cantiere ero nei campi intorno casa mia a Malo e il solo pensiero che quello che ho visto a Montecchio Precalcino si riprodurrà nella terra che io amo mi affligge, mi fa soffrire.
Il cinismo di chi proclama che si è fermato davanti al focolare romano ma che due metri più a nord e due metri più a sud prosegue i lavori, mi fa sorridere amaramente. La dimostrazione della 'sensibilità' ai beni culturali è assicurata.



Ma questi signori sanno che stanno lavorando al di fuori della legalità?
Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha decretato che il proseguimento dei lavori è abusivo, tutte le decretazioni dell' ex commissario straordinario sono invalidate.
Allora lo fermiamo questo scempio?




56 cittadini hanno firmato un esposto ai carabinieri di Breganze per chiedere che le sentenze del TAR del Lazio vengano applicate ma sono ancora in attesa che ciò accada. Allora facciamo sentire la nostra voce, facciamo sentire che dissentiamo da questa devastazione!
Partecipiamo tutti alla manifestazione del 17 Marzo ad Alte di Montecchio
.



Non possiamo più delegare alle amministrazioni locali la nostra contrarietà alla costruzione dell'Autostrada Pedemontana Veneta perchè hanno dimostrato di non essere in grado di rappresentare la nostra opinione.


Enzo
per Comitati DST





Dalla Tav alla Pedemontana: le Grandi Opere distruggono il nostro futuro, fermiamole!













SA
BATO 17 MARZO - Montecchio Maggiore - MANIFESTAZIONE NO PEDEMONTANA. Per prepararla e condividerla MARTEDI’ 13 MARZO, 21.00, Presidio Permanente: ASSEMBLEA DELLA PIAZZA DEI BENI COMUNI

La lotta che da oltre vent’anni vede contrapporsi la stragrande maggioranza degli abitanti della Valsusa al progetto della Tav non ha nulla a che vedere con dinamiche localistiche o egoistiche. Al contrario, la mobilitazione contro la Tav parla a tutte e tutti noi, perché quelli in conflitto sono due modelli di sviluppo, ovvero di rapporti sociali, di relazioni con il territorio, di programmazione e crescita economica, di cultura, di diritto e di pratica politica, nettamente antitetici tra loro.

Per quanto riguarda le motivazioni che spingono donne e uomini di ogni età ed estrazione sociale ad opporsi non ci soffermiamo, visto l’abbondanza di materiale prodotto in questi anni per avvalorare le tesi di chi è contrario all’ opera. Allo stesso tempo non si può dire che i favorevoli alla Tav siano stati in grado di motivare la loro posizione in maniera seria e precisa, se non ricorrendo alle solite stanche litanie (il progresso, l’Europa che lo impone e dalla quale rischieremmo di rimaner fuori, la ricchezza che si produrrebbe etc.), che si configurano come una sorta di ideologico mantra da ripetere in ogni occasione.

La questione della Tav assume un carattere paradigmatico, perché racchiude in sé tutti i tratti di un modello di sviluppo onnivoro e distruttivo, che si vuole imporre con un uso inaudito della forza e della repressione da parte dello stato, attraverso meccanismi che esautorano le comunità locali dalle scelte che direttamente li riguardano, arrivando a minare il concetto stesso di democrazia.
Con l’uso di mostruosità giuridiche come la legge n. 443 del 2001 (cosiddetta legge Obiettivo), dichiarando queste opere quali “strategiche e di preminente interesse nazionale”, arrivando addirittura a schierare l’esercito per difenderne i siti e i cantieri, si vuole imporre un modello di sviluppo che, in tutti questi anni, è stato sinonimo di malaffare, di spesa pubblica a vantaggio dei privati (ancor più con la pratica del project financing), di distruzione del territorio e dei beni comuni. In buona sostanza, quindi, il modello che ha provocato la crisi, e che qualcuno ancora oggi vorrebbe far passare come salvifico, grazie anche all’insipienza generale dei mass media, tutti schierati (come vediamo nella vicenda della Tav) e allineati con il verbo dei grandi gruppi economici impegnati in questi progetti e destinatari delle enormi risorse economiche che lo stato, e quindi tutte e tutti i cittadini italiani, mette a loro disposizione.

Questo meccanismo perverso si registra non solo in Val di Susa ma ovunque. Che sia una discarica come nel caso di Chiaiano, la Tav o la Pedemontana (per tornare dalle nostre parti), la dinamica è sempre la stessa, e chi vi si oppone è considerato alla stregua di un criminale.

Siamo invece convinti che si debba uscire da questa logica folle e distruttiva, facendo emergere con convinzione e chiarezza la necessità di un vero e proprio cambio di paradigma, capace di affermare che un altro modello di sviluppo non solo è possibile, quanto necessario.

La direzione è, secondo noi, quella tracciata dalla straordinaria tornata referendaria, dalla necessaria e non più procrastinabile affermazione del concetto di bene comune, che confligge con la pratica predatoria e privatistica dell’interesse particolare e della messa a valore di ciò che è collettivo e indisponibile a questi processi fondati unicamente sull’accaparramento di sostanziosi profitti.

Bisogna capire bene qual è la posta in gioco, e decidere da che parte stare. Noi siamo al fianco delle donne e degli uomini della Valsusa così come ci schieriamo con chi, nei nostri territori, è mobilitato a contrastare progetti devastanti, come la Pedemontana o Veneto City, che della Tav assumono le stesse caratteristiche di spreco di denaro, di distruzione di risorse, di rapina dei
beni comuni. Il problema quindi non è quello di tenere separate opere diverse tra loro ma accomunate dalla stessa visione distorta di sviluppo, al contrario.

Proprio nella capacità di legare tra loro queste realtà può dare gli strumenti interpretativi capaci di costruire e solidificare le diverse forme di resistenza e di opposizione alle Grandi Opere e a tutto ciò che le sostiene.

Il prossimo 17 marzo ci sarà una grande manifestazione a Montecchio Maggiore contro l’autostrada Pedemontana, altra grande opera distruttiva che non ha nulla da invidiare rispetto alle altre, e riteniamo fondamentale far emergere all’interno di quella manifestazione un chiaro messaggio di opposizione non solo a quel devastante progetto, quanto alla logica che lo sottende e lo vorrebbe imporre, che è uguale a quanto vorrebbero fare in Val di Susa.

Per questo proponiamo non solo di partecipare in tante e tanti, ma anche di caratterizzare la nostra presenza con un messaggio chiaro: No alle Grandi Opere, no alla distruzione dei beni comuni, no alla repressione dei movimenti, perchè il diverso mondo possibile al quale tutti aspiriamo si fonda su un modello di sviluppo opposto, rispettoso dell’ambiente, fondato sulla democrazia e sulla partecipazione, sulla piena agibilità dei movimenti.

A Montecchio Maggiore, nel rispetto della convocazione lanciata dai promotori, porteremo questo contributo, e se saremo in tanti a farlo sarà utile a tutti, da Montecchio alla Val di Susa.

Presidio No Dal Molin

Sottoscrivono:
Comitati DST No Pedemontana, Valle Agno-Malo-Altovicentino-Bassano-Breganze

No Pedemontana: il 17 marzo a Montecchio migliaia di manifestanti da tutto il Veneto

Si annuncia una primavera calda a Montecchio Maggiore.
Il 17 marzo avrà luogo all'ombra dei Castelli una manifestazione contro la Pedemontana che vedrà la partecipazione dei comitati a difesa del territorio e del suolo pubblico da tutto il Veneto (no Pedemontana, no discarica di Malo, no Veneto City, No grandi Navi di Venezia, Comitato Difesa Salute Territorio etc.).


«A nome del coordinamento della manifestazione contro la Pedemontana - spiega Andrea Urbani di Montecchio Slegata - chiediamo lo stop al consumo indiscriminato di territorio e lo stop alle infiltrazioni e allo spreco di denaro pubblico».

La manifestazione contro la Pedemontana è il culmine di un percorso movimentista che è sfociato nel presidio/occupazione davanti alla caserma della Ghisa dello scorso novembre e nell'assemblea pubblica di febbraio a Montecchio da cui è partita l'idea di fare una grande manifestazione.
«È arrivato il momento di alzare tiro - continua Urbani - con una manifestazione popolare a Montecchio a cui sono invitati a partecipare, oltre ai comitati veneti, tutti i cittadini interessati dal percorso della Pedemontana. L'obiettivo è smuovere l'opinione pubblica e anche alzare la voce con le istituzioni di nostri territori, i comuni in particolare, che dovrebbero rendersi conto che c'è un grosso movimento popolare dietro l'opposizione alla Pedemontana che vuole essere ascoltato. Inoltre crediamo sia il momento di dire che un'alternativa esiste a partire dalla realizzazione della bretella del casello di Alte e del completamento della statale 246 nella tratta Ghisa-Cornedo per proseguire con l'adeguamento della Gasparona, invece che andare a costruire sul territorio un'altra devastante opera».
Il percorso è ancora da confermare ma l'idea è di partire da piazza San Paolo e, seguendo viale Europa, arrivare al Duomo o a San Vitale. Ci si aspetta un numero di partecipanti sicuramente superiore al migliaio.

«Parteciperemo anche noi - commenta Enzo Tessaro, del gruppo di Malo che fa parte dei Comitati Difesa Salute Territorio - per ribadire il nostro no netto alla Pedemontana perché pensiamo che il nostro territorio sia già abbastanza martoriato e che sia possibile utilizzare dei sedimi delle strade che ci sono già per migliorare la mobilità nel nostro territorio. Vogliamo poi fare il punto sulle sentenza del Tar, che sono state sospese ma non annullate dal Consiglio di Stato, e fare il punto sull'arroganza dei nostri amministratori che davanti a queste sentenze non hanno fermato i lavori. Pensiamo che le opere di questo genere non vanno fatte con decretazioni d'emergenza e con decretazioni di protezione civile di emergenza ma debbano essere programmate chiamando in causa anche chi amministra direttamente il territorio».

E all'assessore regionale Marino Finozzi che qualche giorno fa aveva invitato i sindaci a spiegare ai propri cittadini che la Pedemontana sarà un sacrificio di cui varrà la pena, Tessaro risponde: «A Finozzi direi di andare nel cantiere di Montecchio Precalcino a vedere la devastazione che porterà questa autostrada. Per circa un chilometro e mezzo, vicino alla Santa Barbara, c'è uno scavo che rende l'idea di quello che saranno i cantieri che attraverseranno il nostro territorio».

Vicenzapiù

Bella devastazione quella che si sono ritrovati i "responsabili" a Breganze!

spiace dirlo ma ... v e l 'a v e v a m o d e t t o !!
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Il 21 febbraio ho partecipato all'assemblea pubblica a Breganze del Comitato "l'Autostrada che vogliamo", dove veniva presentato il progetto definitivo/esecutivo dell'Autostrada Pedemontana Veneta e delle strade accessorie nei comuni di Breganze e Mason.

Stato d'animo
==> più passava il tempo e si accendeva la discussione, più aumentava la disperazione dei partecipanti perché l'autostrada e le opere di compensazione che avevano ottenuto non erano "proprio" quello che volevano!

In sintesi
==>
Giovedì 23 Febbraio il consiglio comunale di Breganze voterà una delibera con la quale ratifica il progetto definitivo/esecutivo dell'autostrada e delle complanari in territorio di Breganze. In soli sette giorni dal protocollo in comune del progetto (15 febbraio), con celerità sospetta, il comune decide di deliberare a favore del progetto.

Il comitato (si tratta di un'opposizione politica alla giunta esistente, ma "collaborativa") si è quindi ritrovato ad esaminare le tavole del progetto per verificare se è compatibile con le osservazioni presentate qualche mese prima e soprattutto se è "ragionevole".

In realtà, durante l'analisi delle tavole del progetto si evidenzia che:

-
non esistono quote altimetriche che indichino cosa è in piano campagna, cosa è sopraelevato, cosa è in trincea

-
non esiste alcuna evidenza delle opere di mitigazione ambientale

-
vengono disegnate soluzioni viarie poco funzionali che preoccupano per il futuro della viabilità locale

-
vengono realizzate una serie di nuove rotatorie e strade accessorie in numero spropositato

-
vengono deviati torrenti, quando non se ne vede le necessità ...
- etc.

Due giorni per decidere del futuro del territorio sembrano molto pochi!

Nasce allora, in maniera un pò confusa, la necessità di chiedere/imporre intanto di sospendere la ratifica del progetto con la delibera di giovedi. Si tratta però di un comitato che a livello politico rappresenta l'opposizione in consiglio comunale; pertanto vengono fatte diverse proposte disperate per cercare di prendere tempo e poter discutere con la cittadinanza
questo disastro di progetto.

Insomma, si sono resi conto che l'hanno presa in quel posto!

Alessandro Schiavo
per Comitati DST

20 febbraio, Cornedo: Il Report della mattinata:

Stamattina in Municipio a Cornedo Vicentino i sindaci dei comuni di Brogliano, Cornedo Vicentino e Castelgomberto si sono riuniti per firmare, in accordo con il commissario Vernizzi, il documento tecnico-progettuale che collega la Pedemontana all’Alta Valle Agno.
Durante la conferenza stampa i sindaci hanno espresso il loro consenso incondizionato alla SPV che secondo Lorenzo Dal Toso, sindaco di Castelgomberto “è indispensabile a rilanciare l’economia e a riempire i capannoni sfitti”. Il ragionamento di Dal Toso non fa una piega: se in Valle Agno e in generale in tutto il nordest l’economia sta andando a rotoli è perché mancano strade!
Come il sindaco Dal Toso abbia raggiunto questa illuminata forma di pensiero non ci è dato di sapere e probabilmente non lo sa nemmeno lui. In effetti noi cittadini cosa possiamo pretendere? Lui è solo un giovane sindaco di un piccolo comune del vicentino, meglio staccare il cervello e firmare.

Ma nulla è lasciato al caso, infatti il pensatore Renato Chisso rispondendo alla domanda di un giornalista che gli chiedeva, (viste le recenti sentenze del TAR del Lazio sull’illegittimità della nomina del commissario straordinario), cosa potrebbe succedere in caso venissero bloccati i lavori, si lasciava sfuggire un “beh fin'ora ci è andata bene”. Risposta esaustiva e quanto mai tranquillizzante circa la visione a lungo termine dell’assessore regionale alla mobilità e alle infrastrutture.

Ancora meglio riusciva a fare l’assessore regionale al Turismo Marino Finozzi che in uno slancio di entusiasmo prendeva il microfono e affermava che “..la pedemontana è indispensabile al rilancio del turismo e le popolazioni della vallata in futuro ci ringrazieranno”. Infatti i turisti notoriamente amano visitare quelle valli nelle quali il paesaggio è congestionato da strade, capannoni e centri commerciali proprio come già accade nella martoriata Valle Agno e in tutto il nordest.

Appare quindi logico che in tempi recentissimi Luca Zaia facesse accorrere la TV di stato e sorvolando la Pedemontana Veneta ne decantasse le bellezze, giusto in tempo dal momento che grazie a lui e alla sua giunta regionale fra poco queste bellezze spariranno sotto colate di cemento.

E i cittadini? Beh i cittadini come ricordato stamani da Finozzi “sono invitati ad un sacrificio duro ma indispensabile”.
Indispensabile per chi? La risposta ovviamente la conosciamo tutti.

Semo nele man dea poia!

Rossa Selvaggia
per CDST Valle Agno - Malo - Altovicentino - Bassano

Articoli correlati:
Versione del Giornale di Vicenza

I cantieri della Superstrada Pedemontana sono illegali!

20 febbraio '12 - Si è svolto questa mattina a Cornedo, piccolo comune nella Valle dell'Agno, un presidio promosso dai comitati che da anni si battono contro il progettto SPV Superstrada Padana Veneta, una grande opera inutile e costosa, devastante per l'ambiente e il paesaggio, che divora territorio e denaro pubblico. Oggi a Cornedo era presente il Commissario straordinario Vernizzi per la firma in accordo con i sindaci della zona: i manifestanti hanno ribadito il dissenso alla Pedemontana e ad un commissario straordinario la cui nomina è stata dichiarata illeggittima dal TAR. La prossima iniziativa sarà una grande manifestazione il 17 marzo a Montecchio Maggiore.

Vi proponiamo un'intervista a Lanfranco, Comitati Difesa Salute Territorio No Pedemontana.

- Qual'è la situazine attuale dei cantieri SPV dopo le sentenze del TAR contro la nomina di Vernizzi?

- Quali sono le caratteristiche del progetto Pedemontana Veneta?

- La storia del Comitato e le prossime iniziative.

Vai a questo link per ascoltare l'intervista
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Le foto di questa mattina a Cornedo e il nostro Comunicato












Come Comitato Difesa Salute Territorio No Pedemontana siamo presenti per denunciare la continuazione di queste operazioni illegali che in questo caso vedono partecipi anche i nostri amministratori locali.

Due sentenze del TAR hanno dichiarato illegittimo il commissario straordinario per l’Autostrada Pedemontana Veneta e pertanto anche tutte le operazioni da lui intraprese; le sentenze sono esecutive, ma gli atti illegali continuano.
Il Consiglio di Stato ha soltanto deciso (privo di coraggio) di “decidere” in giugno sui meriti di queste sentenze, senza nel frattempo sospendere i lavori e consentendo di fatto la prosecuzione delle illegalità.

Non credo che ad un normale cittadino cui viene fatta una multa, che deve essere pagata entro 30 giorni, verrebbe concesso di attendere qualche mese prima di decidere se pagarla o meno; aumenterebbero la sanzione e ce ne sarebbero altre ancora più pesanti.

I LAVORI DEVONO PERTANTO ESSERE FERMATI!!!

A meno che non siano le nostre istituzioni a dare l’esempio che ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B di fronte alla legge.

Alessandro Schiavo,
per CDST Valle Agno - Malo - Altovicentino - Bassano

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Il Report della mattinata: link