Avviso ai naviganti


AVVISO AI NAVIGANTI: A causa di insulti e messaggi astiosi ricevuti, abbiamo introdotto la moderazione dei commenti nel blog. Eravamo tra i pochi rimasti a non filtrare i commenti e ad accettare critiche discutendone apertamente, ma i tempi cambiano e il livello dello scontro e del "fuoco amico" pure.
L'alternativa è: Economia prossimale - Conversione ecologica dell'industria - Ri-modellazione del sistema di trasporti - Opere locali PER il territorio - Sviluppo delle energie rinnovabili - Efficienza energetica - Utilizzo della tecnologia per praticare la 'mobilità immobile' - Produzione e consumo responsabile - Agricoltura di prossimità - Cultura dei Beni Comuni - Sobrietà negli stili di vita - Cultura della democrazia dal basso e della partecipazione - Condivisione del sapere per sviluppare la democrazia degli uguali - Sviluppo della scuola, dell'università e della ricerca per sperimentare nuovi modelli culturali e sociali

11 aprile 2014

L'ennesima pagliacciata

Stamattina a Brogliano si è consumata l'ennesima pagliacciata del trio Zaia-Chisso-Vernizzi, con l'inaugurazione del primo cantiere in Valle dell'Agno dell'Autostrada Pedemontana Veneta, sorto miracolosamente in otto ore nella giornata di mercoledì scorso.

 
Hanno pensato bene di sbancare un campo coltivato, inghiaiarlo di tutto punto e buttarci sopra un tendone da sagra.

Lo schieramento di camion e scavatori, fatti arrivare per l'occasione, crea la scenografia ideale per lo show che vede come spettatori i giornalisti e le autorità locali accuratamente selezionate, può avvicinarsi al set solo chi ha i requisiti ed i lasciapassare necessari.

Gli invitati arrivano per le capezzagne, di nascosto, corpi estranei in un  territorio che non li vuole, si sentono minacciati, hanno bisogno della protezione delle forze dell'ordine in questo ambiente lontano ed ostile.
   
La farsa culmina con il Gran Governatore sulla ruspa a dare la prima palata al suolo, tra gli applausi ed i brindisi dei convenuti.

Loro sono gli uomini del fare, devono dimostrare che sono solidi, affidabili, acquisire la fiducia delle banche che devono finanziare il progetto, perchè i dubbi ci sono, si insinuano, la sostenibilità finanziaria del progetto non c'è, bisogna rassicurare.


Ma noi siamo lì per esprimere il nostro dissenso, per gridare con forza che la nostra coscienza non sarà mai complice del disastro ambientale ed economico che questi signori continuano a propagandare.

E ci saremo ad ogni loro uscita pubblica, ci saremo domani in Vallugana a Sntomio di Malo dove inizieranno le entrate in possesso dei terreni, a fianco dei proprietari espropriati che intenderanno resistere.
 


ALTRE FOTO QUI: facebook.com/comitati.difesasaluteterritorio

03 aprile 2014

Resistenza


Abbiamo visto.
Abbiamo visto coi nostri occhi, anziani seduti sui campi coltivati da una vita, mentre con arroganza i “tecnici”, autorizzati dal potere politico regionale, ne notificavano l’entrata in possesso.
Li abbiamo visti firmare, spinti dai figli o dai nipoti e alla fine alzarsi e tornarsene verso casa.
Abbiamo visto altri proprietari firmare, non convinti in cuor loro, ma dalle parole di SIS e Coldiretti che di comune accordo hanno cercato di far trovare ai “tecnici” resistenza zero in loco.

E invece...
Invece resistenza c’è stata, eccome!

Questa mattina a Malo, i tecnici mandati dal general contractor S.I.S. che coordina la costruzione dell’Autostrada Pedemontana Veneta su mandato del Commissario Straordinario all’emergenza tra i comuni di Vicenza e Treviso Ing. Silvano Vernizzi, ha trovato sul campo noi attivisti che da sempre ci battiamo contro quest’opera devastante che costerà miliardi di euro pubblici a fronte di utilità nulla, ma anche alcuni proprietari che, coraggiosamente e caparbiamente, si sono rifiutati di firmare l’accordo col quale avrebbero accondisceso a cedere la loro terra.
Hanno e abbiamo ribadito che la resistenza continua, e che non tutti sono disponibili a lasciarsi asfaltare terra, cuore e pensiero dai tecnocrati e dai sostenitori di un “progresso” divoratore di risorse comuni.

Abbiamo visto  e sentito i tecnici chiedere di picchettare arre più vaste rispetto a quelle comunicate ai proprietari, aree segnate sulle carte in possesso dei tecnici dal colore giallo, ma non segnate nei documenti ufficiali coi quali si comunicava l’entrata in possesso agli espropriati.

Abbiamo chiesto perché e ci hanno risposto che si tratta di varianti di progetto.

Sulla base di questa risposta, proviamo a percorrere un ramo laterale della questione Pedemontana Veneta.

1) Il governo Letta ha finanziato l’opera con 370 milioni di euro, ponendo come clausola che il progetto esecutivo fosse depositato entro il 31/12/2013.
2) Il progetto è stato depositato a fine dicembre (a memoria, il 23/12/2013).
3) A marzo, sulla base di quel progetto, (esecutivo!) sono stati comunicati i lotti di terreno da espropriare.

4) Al momento dell’entrata in possesso, viene chiesto di picchettare lotti più grandi e vengono esibite carte diverse da quelle mandate ai proprietari.

5) Alla domanda perché, viene risposto che sono “varianti al progetto”.

Allora chiediamo: è legale cambiare un progetto esecutivo dopo che la sua presentazione ha determinato l’erogazione di così tanti soldi pubblici?
La risposta proveremo a fornirla quanto prima.

Nel frattempo assicuriamo che la resistenza contro i divoratori dei beni comuni continua.

LE FOTO QUI: facebook.com/comitati.difesasaluteterritorio

02 aprile 2014

La terra produce cibo, l’asfalto cosa produce?

Questa primavera,  i comitati Difesa Salute e Territorio Valle Agno/Alto Vicentino hanno compiuto sei anni.
Il regalo di compleanno da parte di Sis (general contractor), Pedemontana Srl (soggetto concessionario), Renato Chisso (assessore Regionale alla Mobilità), Silvano  Vernizzi (commissario straordinario per l’emergenza traffico tra i comuni di Vicenza e Treviso, Amministratore delegato di veneto Strade e presidente della commissione Via) e Luca Zaia (presidente della regione veneto e inauguratore in anticipo di svariate opere incompiute – vedi ponte sull’Astico) è stato l’invio delle squadre di tecnici per effettuare l’entrata in possesso dei terreni su cui dovrebbe passare l’inutile arteria autostradale denominata Superstrada Pedemontana Veneta a Pagamento.

I nostri amministratori in Regione, sanno bene che, dati di traffico alla mano, (calo del 30% negli ultimi cinque anni), l’opera è completamente inutile e si sostiene economicamente solo grazie ai contributi pubblici erogati in forme diverse (contributi regionali in conto capitale (172 mln), contributi aggiuntivi richiesti, (72 mln),  contributi statali last minute (370 mln) e persino pagamento del canone di disponibilità anticipato a coprire futre minori entrata per scarsità di traffico (436 mln).


Servirà a rendere più competitivo il Veneto ci dicono. Dovrebbero però spiegarci competitivo come e nei confronti di chi, perchè la competitività con Cina, Vietnam, Bangladesh, Costa Rica e molti altri paesi “emergenti” si declina nel tentativo in atto in Italia, di trasformare tutti noi in schiavi sottopagati e senza diritti (tentativo peraltro in atto con un certo successo se consideriamo le masse di precari, di partite iva per costrizione, e di dipendenti con salari sempre più bassi e diritti in calo costante).


Servirà a portare lavoro alle imprese ci dicono. Dovrebbero però spiegarci perchè diverse aziende subappaltatrici sono fallite e altre sono in difficoltà. Forse perchè a causa dei pagamenti che arrivano col contagocce si sono travate costrette a fare da banca al committente? E’ una domanda legittima a cui ci piacerebbe avere risposta.


E’ miope chi spera in una ripresa basata sul modello economico degli anni ottanta e novanta del secolo scorso, è ipocrita chi presenziando a eventi di varia natura, spiega che che il comparto agricolo sarà il futuro del veneto e poi permette e giustifica la distruzione di milioni e milioni di metri quadrati di terreno fertile (oltre al  nastro d’asfalto su cui corre l’autostrada vanno considerate sono le opere complementari: caselli, stazioni di servizio, complanari ecc.)

La realtà è che il Veneto non è più nemmeno in grado di produrre da sè il cibo che consuma, la nostra pianura si è trasformata in un florilegio di centri commerciali semideserti e capannoni abbandonati, cresciuti come funghi malati in un autunno radiattivo.
E con veemenza i nostri amministratori insistono su questa strada: l’elenco delle grandi opere inutili nel veneto è lungo una lenzuolata.

La terra dovrebbe produrre cibo, cosa produce l’asfalto se non grandi affari per pochi amici?


Per questo e per molto altro invitiamo tutti a essere a  
S. Tomio di Malo giovedì 3 Aprile alle 9 del mattino

Saremo lì per ribadire il nostro Sì ad un modello di sviluppo diverso, basato su economia prossimale, conversione ecologica dell’industria, rimodellazione del sistema di trasporti, opere locali per il territorio, sviluppo delle energie rinnovabili, efficienza energetica, utilizzo della tecnologia per praticare la ‘mobilità immobile’, produzione e consumo responsabile, agricoltura di prossimità, cultura dei Beni Comuni, sobrietà degli stili di vita, cultura della democrazia dal basso e della partecipazione, cCondivisione del sapere per sviluppare la democrazia degli uguali, sviluppo della scuola, dell’università e della ricerca per sperimentare nuovi modelli culturali e sociali.


CDST (NO Pedemontana) Rete dei Comitati dell’Alto Vicentino


Ps - Per la manifestazione, portate scarpe comode, il percorso si svolge lungo le capezzagne, tra campi arati, capannoni e cave dismesse.

29 marzo 2014

Gli Uruk Hai

Arrivano.
Arrivano per impadronirsi degli ultimi pezzi di campagna rimasta.

Giovedì 3 Aprile, a Malo cominciano le entrate in possesso dei terreni su cui passerà l'orrore denominato SPV.

I proprietari dei terreni sono convocati sul campo, dove gli verrà notificata l'entrata in possesso del loro terreno da parte di una azienda privata alla quale la Regione e lo Stato concedono di comportarsi come i conquistatori durante le guerre.

Non c'è da discutere, il potere è dalla loro parte, loro possono, loro fanno, loro entrano in possesso di quel che non è loro.
E in sovrappiù chiedono ai proprietari di firmare l'accettazione.

Giovedì, ci saremo anche noi.
Terremo una manifestazione pubblica, pacifica, colorata e rumorosa per sostenere i proprietari che non si piegano e che non firmeranno l'accettazione, ma soprattutto per far capire ai signori del cemento che la resistenza continua.

SIS, Pedemontana Srl, Ass.Chisso, Ing.Vernizzi, Pres. Zaia: non siete i benvenuti.