L'alternativa è: Economia prossimale - Conversione ecologica dell'industria - Ri-modellazione del sistema di trasporti - Opere locali PER il territorio - Sviluppo delle energie rinnovabili - Efficienza energetica - Utilizzo della tecnologia per praticare la 'mobilità immobile' - Produzione e consumo responsabile - Agricoltura di prossimità - Cultura dei Beni Comuni - Sobrietà negli stili di vita - Cultura della democrazia dal basso e della partecipazione - Condivisione del sapere per sviluppare la democrazia degli uguali - Sviluppo della scuola, dell'università e della ricerca per sperimentare nuovi modelli culturali e sociali

14 maggio 2013

Domenica 19 Maggio 2013
in piazza a CASTELGOMBERTO.


- Vuoi prendere visione del tracciato in uno dei comuni più martoriati dalla devastazione?


- Vuoi avere informazioni sullo stato attuale dell'opera?


- Vuoi essere informato, a dispetto di un'informazione mai effettuata dagli amministratori del territorio locale?


- Vuoi avere informazioni sull'atteggiamento tenuto dall'amministrazione comunale locale a riguardo dell'opera?


- Vuoi farti un'idea?


- Etc.?


Ti aspettiamo domenica dalle ore 9 alle 14 


Comitato Difesa Salute Territorio NO Pedemontana
Valle Agno, Altovicentino Malo

12 maggio 2013

Sia fatta ingiustizia.

Vogliamo esprimere piena e totale solidarietà agli attivisti del presidio "No Dal Molin" che il 3 maggio scorso, hanno subito una ingiusta e crudele condanna a cinque mesi di reclusione da parte del tribunale di Vicenza.

Nell’esprimere la sua sentenza il giudice Michela Rizzi ha riconosciuto l’attenuante dei motivi di particolare valore morale e sociale che hanno portato i NoDalMolin a occupare la Prefettura vicentina; come a dire che le ragioni che hanno spinto a quel gesto eclatante sono profondamente motivate

Quando lo stato condanna i propri cittadini per aver agito per motivi (vogliamo ribadirlo) di "particolare valore morale e sociale", palesa un paradosso che ne svela la natura autoritariadissentire non è un dirittola disobbedienza civile è un reato peggiore dell'evasione fiscale, del falso in bilancio e della corruzione.


Gli attivisti condannati, hanno pagato per decine di migliaia di Vicentini e di Italiani che hanno sostenuto e partecipato alla lotta popolare che ha visto Vicenza, cittadina del Veneto Profondo, diventare per un lungo periodo, un punto di riferimento per tutte le lotte nazionali.


Non è finita qui.

Siamo e saremo a fianco degli attivisti in tutte le forme, azioni e iniziative future necessarie

Assemblea Permanente dei Movimenti del Nordest

Ass.ne Ya Basta Treviso
Arcadia Ambiente e Territorio
Assemblea permanente contro il rischio chimico a Marghera
BL.itz Belluno
Comitati Difesa Salute e Territorio Montecchio-Valle Agno-Altovicentino-Bassano
Comitato Lasciateci Respirare Monselice
Comitato Lasciateci Respirare Padova
Comitato NO G.O.L.F. Sarcedo
Comitato No Grandi Navi
Gruppo No Tav Portogruaro
Laboratorio Morion
L’Acqua e il Bosco della Val Posina
Montecchio Slegata
OPZIONE ZERO – Riviera del Brenta
Presidio No dal Molin

10 maggio 2013

Rebus

Dal "Corriere del Veneto"
 
(*) soluzione del rebus a piè di pagina.

 
(*) "Abbiamo magnato raschiando il fondo del barile con le autostrade. Adesso ci proviamo con le ferrovie."
 

06 maggio 2013

Fantascienza?

Scenari

Da "La Stampa": TAV: tagliate le compensazioni

Otto milioni di euro dirottati a Firenze, erano destinati ai comuni interessati dall’opera.
I soldi in Valsusa arriveranno solo nel 2016.



Che c'è di strano?
Assolutamente niente.

Si sa che le compensazioni sono solo delle fastidiose concessioni che i soggetti che appoggiano e realizzano le opere (nel nostro caso Regione, Commissario e Concessionario) , promettono come caramelle ai bambini pur di acquietarli.

Ecco perché in uno scenario dove Vernizzi, Regione e SIS ammettono la mancanza di fondi (330 milioni di euro) a causa delle variazioni e compensazioni chieste dai sindaci dei comuni attraversati dal tracciato, appare evidente che essi stanno solo mettendo le mani avanti rispetto all'effettiva realizzazione delle modifiche e alla concessione delle mitigazioni (altro termine con cui si definiscono le compensazioni).

Ma noi pensiamo che i soldi mancanti siano molti di più, ci aspettiamo che fra non molto la cifra aumenti di parecchio.

Ce lo aspettiamo perché "le banche, una cosa del genere, parliamo di banche italiane, oggi non sarebbero in grado di sostenerla" (cit. il punto 27-dic-2012).

Quindi quali scenari saranno possibili?
Mettiamoci nei panni del buon padre di famiglia che ha progettato di fare dei lavori a casa propria sperando in finanziamenti bancari e prestiti di amici.

Se i fondi che pensava di avere a disposizione non ci sono più, rinuncia ai fronzoli suggeriti dagli amici, se non basta, rinuncia ad una parte strutturale ma non indispensabile dei lavori e ripiega su soluzioni meno costose.

Ecco perché potremmo immaginare che le prime cose che NON verranno realizzate da SIS sono le opere di compensazione e mitigazione (passante di Mestre docet).

Poi possiamo immaginare che l'opera in assoluto più costosa verrà eliminata in favore di una soluzione diversa: potrebbe, ad esempio, la galleria Malo-Castelgomberto (700 milioni stimati) essere abbandonata in favore di un passaggio in superficie fino in fondo a Vallugana?

La differenza col buon padre di famiglia che, avendo perso il lavoro, a questo punto, fermerebbe i lavori a casa sua, è che Regione, Commissario e SIS, non lavorano con soldi propri bensì con i nostri e non sono disposti a fare figure di cacca e dire: "Abbiamo sbagliato. Cittadini veneti: scusateci".

Noi invece un'idea su come uscirne ce l'abbiamo.

to be continued