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17 gennaio 2015

Lingue allenate a battere il tamburo

Riportiamo  due stralci di una articolo del Giornale di Vicenza evidenziando due aspetti:

1) la logica contorta degli asfaltatori che si arrampicano sui vetri per giustificare l'ingiustificabile.
2) la grande capacità del GdV di omaggiare il potere.


Primo stralcio (dichiarazioni dell'Ing. Silvano Vernizzi riportate dal GdV).

«Senza Valsugana, Bassano rischia di essere ingolfata»
  «Stiamo studiando e valutando la ricaduta del traffico della Pedemontana sulla viabilità locale quando a fine anno dovremmo aprire il primo tratto tra Breganze e la Valdastico. Sarà un riscontro importante in prospettiva per il successivo tratto nel Bassanese che sarà completato entro il 2016, perchè alla luce dell'attuale sistema viario c'è la preoccupazione che la città del Grappa e il suo hinterland si ingolfino senza sfogo».


Commento.
Secondo Vernizzi l'autostrada Nuova Valsugana servirebbe per drenare il traffico aggiuntivo portato dalla SPV. Cioè si giustifica un 'autostrada inutile col fatto che si sta costruendo un'altra autostrada inutile.


Secondo stralcio.
L'ingegnere Silvano Vernizzi è il commissario delegato dal governo per la realizzazione della superstrada a pagamento Pedemontana. Dal quartiere generale di Veneto Strade a Mestre scruta all'orizzonte le insidie per un'opera che è un unicum in Italia. È un dirigente abituato a misurare le parole, e si trova più a suo agio quando  snocciola i numeri.

Commento.
Questo è il pezzo che ci ha spirato il titolo del post.

Commento finale.
Dopo aver letto questa roba, ci è tornata alla mente la prima pagine di Cuore di qualche decennio fa.



 Fonte Gdv



 

03 gennaio 2015

Parla un funzionario dello Stato

Pubblichiamo un estratto dell'audizione avvenuta il 28 ottobre 2014 da parte della
 
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI.

Le parole virgolettate che seguono sono di Daniele Zovi Comandante regionale del Corpo forestale dello Stato. L'audizione è molto più esaustiva e si può trovare al link della camera dei deputati a piè di pagina. Ci siamo limitati ad estrapolare le parti riguardanti le grandi opere autostradali (Pedemontana e Valdastico sud) e alcune considerazioni di carattere generale molto interessanti.

Ringraziamo Germano e Mario per la segnalazione via FB.
Buona lettura.

"Nella mia attività, sono stato capo del distretto forestale di Asiago, poi comandante di Vicenza, ora comandante regionale, e ho dovuto affrontare i problemi dello smaltimento illecito di rifiuti di vario livello."

 "Ho registrato, sostanzialmente, due tipi di illeciti molto frequenti. Uno è quello di smaltire i rifiuti pericolosi mescolandoli a terre o a residui di lavorazione dell’attività di cava, nel Veneto molto importante e rilevante. Nel mescolare questi rifiuti, anzitutto spariscono ed è molto più difficile riconoscerli, è diluita la tossicità."
 

"Tutto questo materiale è stato molto appetito e utilizzato nei terrapieni, soprattutto per la viabilità. Sto pensando alla Valdastico sud, a degli svincoli di Padova, dove abbiamo posto sotto sequestro un’area ora risanata – in quel caso, siamo arrivati anche a una sentenza finale – e anche con una forte preoccupazione a quello che ci aspetta con la Pedemontana. La Pedemontana, infatti, prevede una movimentazione di milioni di metri cubi che passano, lambiscono, attraversano un territorio molto industrializzato, quindi per sua stessa natura produttore di rifiuti."

"Non so se posso esprimermi molto schiettamente, ma non ritengo che i sistemi attuali di controllo siano sufficienti."

"Il quadro normativo c’è e funziona, I sistemi di controllo no. Laddove ci sono grandi movimenti di terra, molto spesso si nasconde la diluizione del rifiuto. Credo che a fianco di grandi cantieri, come
l’autostrada o la Pedemontana, debba essere istituito un organo controllore a parte speciale – non so come posso esprimermi – che si occupi specificatamente di questo. Vedo gli organi ordinari poco efficaci."
 
"Credo, però, che, a fronte di opere che costano centinaia di milioni, una piccola cifra possa essere spesa per un organismo piccolo – non occorrono grandi strutture – utilizzando pubblici dipendenti fedeli, che abbia il potere di entrare in un cantiere in qualsiasi momento, di fermare un camion in qualsiasi momento, di operare uno scavo in qualsiasi momento. Chi accetta il lavoro potrebbe, in quest’ipotesi, accettare un controllo inopinato da quest’organo, altrimenti non se ne esce, perché non ti fanno neanche entrare nel cantiere. "
 
"Siamo andati di notte per capire. Il magistrato autorizza le attività di indagine, ma dopo
che gli hai dimostrato che c’è un reato in corso. Devi portargli uno straccio di prova, altrimenti non ti consente nessun tipo di perquisizione, di accertamento. Come polizia giudiziaria, si può osservare, fotografare, registrare, ma il vero controllo è entrare nella casa del padrone del vapore e vedere cosa ha nei cassetti, sennò non si raccoglie niente. "

"Il magistrato non lo consentirà mai se non si ha un primo elemento. Quest’elemento, nel caso specifico, può essere rinvenuto solo attraverso la possibilità di scavare. Abbiamo trovato delle difficoltà."


"È difficile andare in un cantiere e scavare senza l’autorità e l’autorizzazione. Il mio suggerimento è di creare un piccolo organismo che possa funzionare e abbia il potere insito già nella gara d’appalto."

"Non è il caso del Veneto, senatore. Abbiamo controllate le discariche e funzionano anche bene. Abbiamo il problema delle grandi opere, quindi sappiamo già dove andare."

Fonte: http://parlamento17.camera.it/application/xmanager/projects/parlamento17/file/Rif_M_20141028_13_CFS.pdf
 

12 dicembre 2014

L'altra Regione in Sciopero

Video e intervista agli operai dell' altra regione.



"Oggi, 12 dicembre, 150 “Operai dell’Altra Regione” hanno smontato le recinzioni del cantiere della Pedemontana Veneta che si trova nelle vicinanze di Montecchio Maggiore.
Questa azione, commenta uno degli operai, “è stata compiuta nel giorno dello sciopero generale per far risaltare che gli effetti nefasti della crisi economica e sociale che stiamo subendo non dipendono solo da provvedimenti che smantellano i diritti dei lavoratori, come il Jobs Act, ma è anche dovuta...."
 
 
 
 
 

 

04 dicembre 2014

TANTI CORPI, UNA SOLA VOCE: BLOCCHIAMO LE GRANDI OPERE.

Presidio a Castelgomberto contro l'inaugurazione di un nuovo cantiere della SPV. 

Questa mattina circa 150 persone dei comitati territoriali locali e veneti, si sono ritrovati a Castelgomberto (VI), nei pressi del cantiere delle gallerie di S.Urbano della Superstrada Pedemontana Veneta (a pagamento), per ribadire quanto vanno sostenendo da anni, ossia che questo modello di sviluppo, basato su cementificazione e corruzione, deruba il nostro presente e la possibilità di chi verrà dopo di noi di una vita degna.

Abbiamo aspettato l’arrivo di Zaia e dei boiardi regionali Vernizzi e Fasiol, nonchè delle autorità locali, per dirgli in faccia che se ne devono andare a casa, per i danni che hanno provocato al nostro territorio e per il degrado ambientale ed economico che hanno facilitato e incentivato.
Zaia non si è presentato, non ne ha avuto il coraggio. Sa che ogni volta che verrà dalle nostre parti, lo aspetteremo. Sa che o viene di nascosto (come fece a suo tempo all’inaugurazione dell’inesistente ponte sull’Astico) o ci troverà lì a ricordargli la vergogna di avere governato per venti anni con la banda reoconfessa Galan, Chisso &CO.
 
Ma questa è solo una parte del messaggio che vogliamo mandare.
Oggi infatti è stata la prima mobilitazione a livello regionale dopo l'approvazione del decreto Sblocca Italia, che ha dato il via solo in Veneto a 12 nuove grandi opere, tutte calate dall'alto, ignorando quindi qualsiasi autonomia dei territori ed ogni minimo concetto di democrazia. La presenza di così tanti comitati, dall’Alto Vicentino a Venezia a Trento, ci ha rinforzati nell’idea che ogni singola realtà che lotta localmente è parte di un sistema più grande, e che si è creata di fatto una piattaforma allargata che si opporrà a tutte le grandi opere in partenza.
 
Quello che abbiamo ascoltato negli interventi di oggi ci dice anche che le lotte ambientali non sono disgiunte da quelle sociali e di classe.
 
La precarizzazione della vita di ognuno di noi è evidente sia in termini economici che ambientali. Ogni ammalato per inquinamento della falda o per l’amianto o per diossine da incenerimento o per discariche abusive o per qualsiasi altro fattore esogeno, diviene precario nella sua esistenza in modo analogo ai giovani (ma non solo) lavoratori a contratto o ai cinquantenni (ma non solo) che perdono il posto di lavoro e non possono rientrare nel mercato perchè troppo vecchi.
 
A fronte di una situazione di degrado del paese intero, la proposta dei boiardi regionali e statali è: cemento e grandi opere, grandi opere e cemento.
Rispondono al fallimento con le stesse misure che ci hanno portati al fallimento.
Ecco perchè è stato importante esserci oggi e perchè ci saremo ancora in futuro.
 


 

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