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27 gennaio 2016

L'arroganza piccina del potere (lupi vestiti da agnelli)

Lunedì 25 gennaio 2016, siamo stati testimoni di uno dei tanti episodi nei quali piccoli funzionari di un apparato elefantiaco vessano il popolo (colpevolmente disorganizzato e diviso) e dimostrano la piccolezza propria e del potere che rappresentano.

I fatti.

Tra il 18 e il 20 gennaio (giorno più giorno meno) nelle abitazioni site nelle vicinanze dell' imbocco e lungo la dorsale della futura galleria Malo-Castelgomberto della futura SPV, si presentano delle persone che, senza esibire alcun cartellino o documento comprovantene l'identità,  dichiarano di essere incaricati da SIS ad effettuare delle non meglio definite "perizie fotografiche" che servirebbero, a dir loro, a fornire copertura assicurativa in caso di danni agli immobili durante lo scavo della galleria d cui sopra.

Ovviamente qualcuno dei contattati, insospettito, alza la cornetta del telefono e compone il numero del Comune di Malo chiedendo informazioni e altrettanto ovviamente non ne riceve essendo gli uffici e l'Assessore competente all'oscuro di questa iniziativa di SIS.

Passano un paio di giorni e i proprietari degli immobili cominciano a ricevere telefonate dagli uffici comunali, tramite le quali vengono avvertiti che "domani o dopodomani passerà il sig. X della ditta Y" per fotografare lo stato degli immobili.

Invece il signor X della ditta Y non s'è visto né domani né dopodomani: al suo posto sono arrivati gli inviti per lunedì 25 Gennaio,  a partecipare ad una assemblea semipubblica  con Sindaco, Assessore ai Lavori Pubblici, Tecnico Comunale  e rappresentanti di SIS.

Lunedì sera 25 gennaio 2016 alle 18 e 30 ecco che parte il film.

La prima sorpresa è l'appello. L'Amministrazione Comunale, con procedura piuttosto insolita prima di cominciare, verifica le presenze, chiamando i proprietari di immobili ad un ad uno e spuntandone il nome da un elenco. Era dai tempi della scuola che non ci sentivamo così.

L'assemblea in sé si dimostra di una noia mortale, con, da una parte, i cittadini esasperati che per almeno mezz'ora si lamentano dei rumori che durano tutto il giorno e si protraggono fino a notte inoltrata, e del disturbo arrecato e, dall'altra, SIS che assicura che verranno fatte opere di mitigazione che minimizzeranno tali disturbi (ovviamente l'effetto ella minimizzazione  dipende da qual è il minimo da raggiungere)

I tentativi di rassicurazione di SIS vanno a vuoto: le persone non credono a quel che dicono i rappresentanti della società, in parte perché i suoi preposti mandati sul territorio si sono spesso comportati in maniera non consona, in parte perché, messi alle strette da domande incalzanti non sanno rispondere adeguatamente o si arrampicano sui vetri, ed infine perché è chiaro a tutti che le perizie fotografiche che vorrebbero effettuare sono fatte a tutela propria, non certo a tutela del malcapitato proprietario di immobile.

Infine ad alimentare la diffidenza c'è la questione degli espropri ancora non pagati che aleggiava in qualche modo in sala come il convitato di pietra. Come si può credere infatti alle parole di una società che non mantiene i propri impegni e non paga la terra espropriata?

Diciamo chiaramente che la questione espropri non ci interessa.
Facciano altri le piccole battaglie sui soldi, siano essi singoli espropriati, comitati di interesse,  associazioni di consumatori o sindacati di categoria.
Ciononostante non possiamo non rilevare l'arroganza di SIS quando dichiara pubblicamente e chiaramente come ha fatto lunedì 25 gennaio a Malo di fronte a decine di persone, che chi ha opposto resistenza all'esproprio, sarà pagato dopo degli altri.

Per noi, questa si chiama discriminazione: ne comprendiamo la gravità e non esitiamo a definirla ignobile. In questi anni ci siamo fatti un'idea di come lavora SIS sul territorio, alternando lusinghe a minacce a volte velate, altre volte meno. Vengono vestiti da agnelli, ma quando parlano, guardando bene si vedono i denti da lupi.

Infine un commento su tutti quelli che ora si lamentano dei rumori e si preoccupano delle esplosioni, su quelli che vorrebbero sfruttare la vicenda per propaganda spicciola in un senso o nell'altro.

Che l'opera fosse inutile, dannosa e insostenibile economicamente era sotto gli occhi di chi voleva guardare, ma fino a che non vi ha toccati direttamente con i rumori ed il disturbo o in altro modo, o non vi avete visto la possibilità di farvi un po' di propaganda,  avete chiuso gli occhi e la bocca.
Noi non vi abbiamo mai visti alle  manifestazioni contro la SPV, non vi abbiamo mai sentiti dire una parola contro l'opera. Ora è tardi per lamentarsi o per costruire campagne politiche. Il lamento è fine a sé stesso e non otterrà nulla, se non mitigazioni elargite come fossero carità, la campagna politica sarebbe pacchianamente strumentale.

Un ragionamento a parte va poi fatto sull' Amministrazione Comunale che ha la colpa di rappresentare politicamente la continuità con la precedente, che a forza di assicurazioni e rassicurazioni ricevute negli incontri a Venezia col Commissario Straordinario, ci ha portati fin qua.

Siamo arrivati al dunque che si è materializzato lunedì scorso in sala consiliare dove vi abbiamo visti smarriti, oscurati da SIS, che era ed è il vero conducente della macchina, che lavora quanto vuole in barba ai divieti comunali, che entra nei nostri terreni e nelle nostre case in barba ad ogni creanza, che non lascia dormire le persone né di giorno né di notte, che porta via le terre e non le paga. 
Altro che "paroni a casa nostra".

A suo tempo occorreva opporsi, manifestando al fianco nostro le molte di volte che l'abbiamo fatto, poi ricorrendo e appoggiando i ricorsi dei Comitati dei Cittadini e di alcune Amministrazioni (Villaverla e Fontaniva), facendo una battaglia politica contro l'opera.

Non è stato fatto.
Ora tocca gestire i cocci.

16 gennaio 2016

13 dicembre 2015

V per vendetta? (ma solo quella)

Da un paio di giorni siamo  combattuti tra soddisfazione e disappunto.

Soddisfazione per la notizia riportata da vari quotidiani tra cui Il Gazzettino e Il Corriere del Veneto secondo i quali la Corte de Conti ha preparato un fascicolo di dura e totale censura dell'operato di Vernizzi e Zaia dal 2009 ad oggi, che sostanzialmente riporta molte (ma non tutte) delle argomentazioni contrarie all'opera dei comitati No Pedemontana.

Disappunto per il ritardo e la probabile inutilità di questa evoluzione.

Basta posare infatti lo sguardo sul territorio martoriato dalla SPV, sui manufatti di cemento armato, sul calcestruzzo iniettato nella terra e sul catrame spalmato sul terreno per rendersi conto che il ripristino è impossibile.

Molto del danno è fatto e non sarà certo un'eventuale censura a Zaia, Vernizzi & Co a riportarci indietro.

Resta la vendetta eventuale (vedremo) che però ha un sapore amaro.

16 novembre 2015

C'era una volta la Gasparona

Chi abbia avuto la ventura di recarsi ultimamente da Thiene a Bassano o viceversa, avrà sicuramente notato le magnifiche sorti e progressive dell'umanità, palesarsi in forma di enormi scavi a profondità falda,  estirpazioni di filari di gelsi secolari, di vigneti  e ciliegeti, sparizioni di campi di asparagi e contemporanee apparizioni di gettate di calcestruzzo, manufatti in cemento armato eretti come dolmen omaggianti il dio della religione del progresso e del nulla e strisce di asfalto nero puzzolente e fumante.

Si chiama Gasparona 2.0 ed è il futuro che avanza, il nuovo destinato a sostituire l'obsoleto.

Eppure noi preferivamo l'obsoleto.
Sarà che siamo anziani, sarà che non abbiamo mai voluto essere partecipi di un pensiero che disconosce e depaupera la ricchezza comune che era il territorio pedemontano, ma a noi, quando guidavamo sulla Gasparona,  piaceva vedere le colline tra Thiene e Breganze scorrere lungo la strada e i campanili stagliarsi davanti ai contrafforti dell'altopiano e le mura del Castello d Marostica sfilare al nostro fianco, invece di quei ponti orrendi e già arrugginiti, di quei buchi nel terreno, di quegli alberi con le radici rivolte verso l'alto.

La Gasparona, che avevamo pagato con le nostre tasse venti anni fa, non c'è più.

Al suo posto c'è un serpentone di lavori in corso che hanno allungato i tempi di percorrenza, rinnovato le code e aumentato la pericolosità del percorso (nell'ultimo mese 4 incidenti di cui due mortali).
In trenta km scarsi ci sono cinque rotatorie (la sesta sta per aprire), tre deviazioni, due uscite chiuse e non si contano i cantieri con accesso e uscita sulla strada

Se prima tra Thiene e Bassano, il tempo di percorrenza era di 30 minuti  ora è di 45-50.

E che dire delle corsie di immissione?
Provate a immettervi a Bassano sud in direzione Thiene in orario di chiusura uffici.
Ogni volta un terno al lotto sperando di non farsi portare via da un camion o da un veicolo in arrivo.
Ma lo stesso vale per l'immissione da Nove verso Bassano: ci si affida al caso e agli dei della propria religione sperando che comprendano il perché di tante nominations.

Ma tutto ciò avrà fine direte voi, si tratta di sopportare per un periodo, fino a che la SPV sarà completata e la si potrà utilizzare....

Beh forse si e forse no, proviamo a fare un calcolo e vediamo se noi abitanti locali utilizzeremo la SPV:

Ipotizziamo una persona che vive a Bassano e Lavora a Thiene (o viceversa) e che decida di prendere l'autostrada per andare al lavoro.

Supponiamo che entri a Bassano ed esca a Breganze.
Sono 20 km di andata e 20 per il ritorno.
A 1.10 euro ogni 10 km (stima per difetto) fanno 4.40 euro al giorno.
Per 20 giorni al mese fanno 88 euro che per 11 mesi all'anno fanno 968 euro di pedaggio per un percorso che oggi abbiamo gratuitamente.

Beh forse qualcuno ci penserà sopra prima di prendere la Superstrada A PAGAMENTO.

P.S.
Quasi dimenticavamo: la SPV la stiamo pagando noi con soldi pubblici....