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AVVISO AI NAVIGANTI: A causa di insulti e messaggi astiosi ricevuti, abbiamo introdotto la moderazione dei commenti nel blog. Eravamo tra i pochi rimasti a non filtrare i commenti e ad accettare critiche discutendone apertamente, ma i tempi cambiano e il livello dello scontro e del "fuoco amico" pure.
L'alternativa è: Economia prossimale - Conversione ecologica dell'industria - Ri-modellazione del sistema di trasporti - Opere locali PER il territorio - Sviluppo delle energie rinnovabili - Efficienza energetica - Utilizzo della tecnologia per praticare la 'mobilità immobile' - Produzione e consumo responsabile - Agricoltura di prossimità - Cultura dei Beni Comuni - Sobrietà negli stili di vita - Cultura della democrazia dal basso e della partecipazione - Condivisione del sapere per sviluppare la democrazia degli uguali - Sviluppo della scuola, dell'università e della ricerca per sperimentare nuovi modelli culturali e sociali

12 dicembre 2014

L'altra Regione in Sciopero

Video e intervista agli operai dell' altra regione.



"Oggi, 12 dicembre, 150 “Operai dell’Altra Regione” hanno smontato le recinzioni del cantiere della Pedemontana Veneta che si trova nelle vicinanze di Montecchio Maggiore.
Questa azione, commenta uno degli operai, “è stata compiuta nel giorno dello sciopero generale per far risaltare che gli effetti nefasti della crisi economica e sociale che stiamo subendo non dipendono solo da provvedimenti che smantellano i diritti dei lavoratori, come il Jobs Act, ma è anche dovuta...."
 
 
 
 
 

 

04 dicembre 2014

TANTI CORPI, UNA SOLA VOCE: BLOCCHIAMO LE GRANDI OPERE.

Presidio a Castelgomberto contro l'inaugurazione di un nuovo cantiere della SPV. 

Questa mattina circa 150 persone dei comitati territoriali locali e veneti, si sono ritrovati a Castelgomberto (VI), nei pressi del cantiere delle gallerie di S.Urbano della Superstrada Pedemontana Veneta (a pagamento), per ribadire quanto vanno sostenendo da anni, ossia che questo modello di sviluppo, basato su cementificazione e corruzione, deruba il nostro presente e la possibilità di chi verrà dopo di noi di una vita degna.

Abbiamo aspettato l’arrivo di Zaia e dei boiardi regionali Vernizzi e Fasiol, nonchè delle autorità locali, per dirgli in faccia che se ne devono andare a casa, per i danni che hanno provocato al nostro territorio e per il degrado ambientale ed economico che hanno facilitato e incentivato.
Zaia non si è presentato, non ne ha avuto il coraggio. Sa che ogni volta che verrà dalle nostre parti, lo aspetteremo. Sa che o viene di nascosto (come fece a suo tempo all’inaugurazione dell’inesistente ponte sull’Astico) o ci troverà lì a ricordargli la vergogna di avere governato per venti anni con la banda reoconfessa Galan, Chisso &CO.
 
Ma questa è solo una parte del messaggio che vogliamo mandare.
Oggi infatti è stata la prima mobilitazione a livello regionale dopo l'approvazione del decreto Sblocca Italia, che ha dato il via solo in Veneto a 12 nuove grandi opere, tutte calate dall'alto, ignorando quindi qualsiasi autonomia dei territori ed ogni minimo concetto di democrazia. La presenza di così tanti comitati, dall’Alto Vicentino a Venezia a Trento, ci ha rinforzati nell’idea che ogni singola realtà che lotta localmente è parte di un sistema più grande, e che si è creata di fatto una piattaforma allargata che si opporrà a tutte le grandi opere in partenza.
 
Quello che abbiamo ascoltato negli interventi di oggi ci dice anche che le lotte ambientali non sono disgiunte da quelle sociali e di classe.
 
La precarizzazione della vita di ognuno di noi è evidente sia in termini economici che ambientali. Ogni ammalato per inquinamento della falda o per l’amianto o per diossine da incenerimento o per discariche abusive o per qualsiasi altro fattore esogeno, diviene precario nella sua esistenza in modo analogo ai giovani (ma non solo) lavoratori a contratto o ai cinquantenni (ma non solo) che perdono il posto di lavoro e non possono rientrare nel mercato perchè troppo vecchi.
 
A fronte di una situazione di degrado del paese intero, la proposta dei boiardi regionali e statali è: cemento e grandi opere, grandi opere e cemento.
Rispondono al fallimento con le stesse misure che ci hanno portati al fallimento.
Ecco perchè è stato importante esserci oggi e perchè ci saremo ancora in futuro.
 


 

Rete Comitati Alto Vicentino
Comitati Difesa Salute e Territorio Valle Agno Alto Vicentino 

29 novembre 2014

PRESIDIO A CASTELGOMBERTO PER L'INAUGURAZIONE DEL TUNNEL

PRESIDIO A CASTELGOMBERTO PER 'SEGUIRE' L'INAUGURAZIONE 
DEL TUNNEL DI SANT'URBANO CON LUCA ZAIA.

RITROVO ALLA PIZZERIA JOLLI

NO Pedemontana: Le nostre ragioni
SPV è una delle grandi opere nel Veneto nate e realizzate nella corruzione.
  1. SPV è un’autostrada lunga 95 Km proposta e fortemente voluta dagli stessi soggetti politici (Galan, Chisso, Sartori, Brentan ecc.) implicati nello scandalo MO.S.E assieme ai vertici di grosse imprese e organi dello Stato.
  2. L’ emergere del “sistema Galan” svela forti analogie tra tutte le grandi opere in Veneto e la SPV: un ristretto gruppo di persone decide quali opere realizzare sulla base dei vantaggi economici ricavabili attraverso l’appalto di progettazione, esecuzione del lavori, gestione dell’opera e distribuzione di tangenti. In questo scenario è evidente che maggiore è il costo, più grande è la possibilità di scremare.
  3. In quanto ad aumento di costi SPV non è seconda a nessuno: dai 300 milioni di euro previsti inizialmente si è arrivati (per ora) a 2.250.
SPV è un danno economico per la popolazione.
  1. L’utilizzo del project financing alla veneta, ossia privo di rischi per la società privata che realizza l’opera poichè garantito da contributi di Stato e Regione (finora 614 milioni stanziati più ulteriori 450 futuri come canone di utilizzo della SPV per i primi 15 anni di esercizio) genera un debito pubblico (a carico nostro, dei nostri figli, nipoti e pronipoti) in favore del soggetto privato che sta realizzando l’opera.
SPV è un furto di democrazia.
  1. L’illegittima dichiarazione di una falsa emergenza traffico ha permesso la nomina di un commisssario straordinario con poteri tali da aggirare tutte le normali procedure di confronto con le popolazioni locali.
  2. La conferenza dei sindaci del 2001 è stata completamente disattesa.
  3. Sono state create norme apposite per evitare il controllo della Corte dei Conti sull’operato del commissario.
  4. Si è permesso a funzionari di una società privata, assistiti dalla forza pubblica, di entrare in possesso di terreni e case prima ancora di effettuare gli espropri e pagare gli indennizzi.
SPV è un enorme danno ambientale per tutti.
  1. Oltre al vasto consumo di suolo in una regione che ha consumato negli ultimi decenni 38 ettari al giorno e che pertanto non può più permettersi di consumarne nemmeno un metro quadro, l’interferenza con le falde acquifere è innegabile: 70 km di trincea profonda in una zona di ricarica delle falde significa togliere lo strato di argilla impermeabilizzante che trattiene nel terreno le sostanze dannose impedendone il percolamento in falda e mettere a rischio potenziale circa un milione di persone tra Vicenza e Padova che da quella falda attingono per gli usi civili quotidiani.
  2. In particolare risulta estraneo ad ogni principio di prudenza l’escavazione di una galleria artificiale tra Trissino e Montecchio Maggiore a causa della contaminazione da PFAS proprio dell’area interessata dalla galleria.
NO Pedemontana: Le nostre richieste
Il fermo immediato dei cantieri
  1. A fronte di quanto sopra esopsto e delle ulteriori criticità e perplessità chiediamo al Dott. Luca Zaia, che, a voler essere buoni, per anni ha dormito a fianco di Renato Chisso, di risvegliarsi dal sonno e sospendere immediatamente i lavori e bloccare i cantieri della SPV.
Il ritiro del project financing
  1. Chiediamo che tutte le opere realizzate in finanza di progetto, siano essi strade, porti, scuole od ospedali, (e in particolare la SPV) vengano riconsiderate e ne vengano riconsiderati i metodi di finanziamento, preferendo strumenti che non creino debito collettivo per favorire i privati
La pubblicazione dei contratti
  1. Tutti gli accordi tra contraente pubblico e contraente privato devono essere pubblici e trasparenti. La facilità di accesso agli atti deve essere per ogni Amministrazione Pubblica un vanto e non un peso.
Una valutazione di impatto ambientale attendibile.
  1. Chiediamo che le Valutazioni di Impatto Ambientale vengano effettuate sui progetti definitivi e non su quelli preliminari come nel caso di SPV. Chiediamo che siano accurate e che vengano riconsiderate sulla base di quello che emerge in corso d’opera come ad esempio nel caso di inquinamento da PFAS a Trissino che coinvogle una porzione ampissima di territorio tra Vicenza Verona e Padova, che è emerso anni dopo l’approvazione del progetto definitivo di SPV e del quale nella progettazione ed esecuzione non si tiene conto.
Chiediamo infine le dimissioni immediate del Dott. Zaia e di tutta la Giunta Regionale che persegue e prosegue la politica del consumo di suolo, favorisce le lobby del cemento e dell’asfalto e viene nei nostri territori impoveriti a fare passerella pre elettorale dopo averne determinato il degrado economico e ambientale.
           Firmatari:
  • Comitati Difesa Salute Territorio NO Pedemontana, Altovicentino-Valle Agno
  • Rete dei Comitati dell'Altovicentino
  • Montecchio Alternativa
  • Co. Ve. Pa.
  • CDST Valleagno 2010
  • Cittadini/e di Montecchio M. Contro la Pedemontana
  • Comitato Vicentino No Ecomafie
  • PRC Vicenza