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01 novembre 2008

La cementificazione del Benaco, i centri commerciali e i capannoni

Dal Garda alle valli: la lista nera

«Brutture da buttare» nella nostra Provincia? Lo abbiamo chiesto a chi, da anni, è attento osservatore di quello che succede nel Bresciano. L’elenco è chilometrico: si va dai tanti casi di cementificazione selvaggia sul Garda ai capannoni industriali e ai centri commerciali che hanno spezzato la preziosa continuità paesaggistica della Bassa. Dalle decine di migliaia di aree industriali dismesse, alle nuove aree artigianali e alle villettopoli della Valcamonica ai centri commerciali sorti in Franciacorta.
GARDA. Lucida e razionalmente impietosa sulle mostruosità perpetrate sul paesaggio gardesano è l’architetto Rossana Bettinelli, presidente della sezione bresciana di Italia Nostra, vicepresidente Nazionale. «Comincerei segnalando l’hangar abusivo del porto di Moniga, realizzato nonostante il no della Sovrintendenza; passerei alla passeggiata di cemento che si è mangiata la spiaggia di Padenghe, paese dove una villa in stile Liberty dei primi del Novecento prima ben immersa nel paesaggio è stata ristrutturata e trasformata in un’altissima struttura bianca che contrasta con lo skyline del castello. Per non parlare delle migliaia di metri cubi di cemento con cui si è condito Toscolano. Va segnalato anche il residence "la Cascata" a Dusano, la spiaggia cementificata e ricoperta con sabbia di riporto al Lido di Lonato, il sentiero trasformato in strada nella collina di Balbiana, a Manerba, il centro commerciale di Desenzano, tutti i capannoni sorti lungo la Gardesana, che sembra sempre più una strada dell’hinterland milanese». continua alla fonte

Il lago di cemento


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