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19 novembre 2008

Quello che tutti sanno e nessuno dice

Socio Cai ammette l’imbroglio Alitalia

"Compriamo a costo zero e fra 3 anni utili per 300milioni"

«Sull’operazione Alitalia è stato scritto di tutto e di più. Che l’operazione fosse poco trasparente l’hanno detto in molti. L’opposizione parlamentare ha gridato allo scandalo per settimane: "è un imbroglio", diceva. "La cordata Cai è una combriccola di amici degli amici: acquistano a costo zero, scaricano i debiti sui contribuenti e incasseranno gli utili futuri". Il governo, invece, premier in testa, da canto suo, difendeva l’operazione: "La cai rilancerà la compagnia di bandiera e porterà in alto la bandiera tricolore". L’Espresso di questa settimana svela l’imbroglio, pubblicando la lettera di un comandante di Alitalia, che, casualmente, viene a scoprire la verità per bocca, nientepopò di meno che, di un socio Cai. Leggere per credere...

Lettera pubblicata sul settimanale "L’Espresso" di questa settimana (N. 46)

E l’azionista Cai mi dice: pilota, lei è finito

Caro direttore,
sono un comandante Alitalia. Lunedì ero seduto a Santa Monica in un negozio di abiti, nei dintorni dell’albergo dove alloggiavo, mentre i piloti del mio equipaggio finivano di provare una felpa. C’erano i saldi e Abercrombie and Fitch era pienissimo. Su una poltrona, un signore con l’accento fortemente toscano mi chiede: “Italiano?”. “Sì”, rispondo. “Parte anche lei stasera con Air France?”, mi fa lui. “No, vado domani con la Delta. Siamo piloti Alitalia e abbiamo fatto l’ultimo volo per Los Angeles da Roma. Ora siamo costretti a tornare con altre compagnie. Alitalia, anche se in questi sei mesi la rotta Roma-Los Angeles ha avuto un coefficiente di riempimento dell’85 per cento, ha soppresso il volo”.

“Ah siete dell’Alitalia? Lo sa che io, insieme a mio fratello, sono nella cordata Cai?”, mi risponde. “Bene, piacere. Io mi chiamo Elvio D’Alù e sono un comandante di Boeing 777: metta una buona parola con Colaninno per far sì che senta le nostre ragioni senza disintegrare la nostra dignità professionale… Mi scusi, come ha detto che si chiama?”. “Mi chiamo Fratini. Siamo toscani del Mugello, immobiliari. E lo so, purtroppo i tempi sono cambiati. Anch’io sono un pilota, posseggo un elicottero personale Agusta A109 e mi tengo stretto il mio comandante che mi aiuta nel volo strumentale”.

E io gli chiedo: “Mi dica una cosa: ma chi glielo ha fatto fare di infilarsi in questo ginepraio della cordata Alitalia?”. Lui: “Eh, mica sono stupido: l’avrebbe fatto anche lei! Stiamo comprando l’Alitalia senza soldi e fra tre anni guadagneremo 300 milioni. La maggior parte di noi ha messo solo la firma, rischiamo solo in caso di bancarotta, di nostro non rischiamo nulla: dietro ci sono banche e finanziarie. So che preparate uno sciopero, mi sa che è inutile tanto ormai è tutto pronto per lo svecchiamento in Alitalia: è cosa fatta…”. Sono rimasto senza parole.

Comandante Elvio D’Alù (era presente il primo ufficiale Ivan Pasquini)

Vedi anche:
Laboratorio Alitalia di Antonio Conti, Marco Trasciani

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