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10 aprile 2009

[Abruzzo] Ricostruire sì, ma come?

No alle collette inutili
Dopo il disastro annunciato dell'Abruzzo, prima dei prossimi disastri annunciati diciamo basta all'esagerazione edilizia, alle costruzioni sregolate, al mito dell'aumento delle cubature.

Le risorse pubbliche e private devono essere prioritariamente dedicate a mettere in sicurezza edifici pubblici e privati, a fargli risparmiare energia e ove possibile produrne coi pannelli.


Questa è la prima opera pubblica necessaria del paese.
Fermare le spese inutili o non prioritarie come il Ponte sullo Stretto la Tav al Frejus le nuove autostrade.

Le banche diano la priorità al risanamento edilizio energetico e antisismico e non agli ampliamenti edilizi e tantomeno ai grattacieli.
Non parteciperemo a nessuna colletta in soldi per l'Abruzzo, perchè lo Stato ha il dovere di assistere gli sfollati e deve avere il coraggio di tassarci se c'è bisogno, e di fermare le spese inutili che abbiamo detto, e altre come i cacciabombardieri.

Poco fa (8 aprile pomeriggio) Berlusconi che detto che non occorrono più vettovaglie e materiale, caso mai soldi. Certo farebbe comodo al governo non modificare i propri programmi economici perchè mezzo miliardo di euro gli arriva dalla commozione popolare..
Anche per quanto riguarda la Casa dello Studente, che rettori e collettivi studenteschi han proposto di ricostruire con sottoscrizioni popolari, il Ministero della Pubblica Istruzione ha stanziato i fondi. Come al solito i problemi più gravi sono per chi non è nel cono di luce dell'attenzione del momento.

Pensiamo per esempio a chi vive in una vecchia casa in zona sismica e ha perso il lavoro e non ha i soldi per mettere in sicurezza l'edificio.
Volontariato e ospitalità sì, sono risorse non monetizzabili, sono scambio umano e sociale. Ma soldi ne daremo - e suggeriamo di darli - solo alle associazioni e formazioni politiche che si battano per gli obiettivi di sostenibilità che abbiamo indicato. (9 aprile 2009)
il Manifesto

leggi: L'Aquila non c'è più
video: Il mercato del cemento

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