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02 luglio 2010

TAV Mugello 2010

Il sistema idrico del Mugello compromesso per una manciata di minuti di velocità nemmeno sicuri. Per soli 22 minuti guadagnabili teoricamente sulla linea ferroviaria ad alta velocità, tra Bologna e Firenze, il dio progresso ha voluto il suo tributo, pagato a caro prezzo, con l'acqua. È la storia del Mugello, prosciugato dai danni ingenti che la Tav ha causato scavando le sue gallerie. A fine 2009 i treni Frecciarossa hanno iniziato a percorrere la tratta appenninica. Ci sono voluti quasi 15 anni per completare la maxi-opera che Fs e Tav, appoggiate ai General Contractors Iri, Eni e Fiat, hanno affidato al consorzio Cavet di Pianoro. Tre lustri di passione e processi. L'assetto idrogeologico del Mugello risulta irrimediabilmente devastato. Sorgenti essiccate, torrenti senza più acqua, dichiarati biologicamente morti. È il caso del Diaterna, nel Comune di Firenzuola, dove sono andati a finire i fanghi contaminati, presenti nelle acque drenate dalle gallerie. Il bilancio dell'impatto sul sistema idrico è apocalittico: 100 chilometri d'acqua persi. Le falde acquifere sono precipitate, a volte fino a trecento metri, con conseguente disseccamento della vegetazione di superficie e morte dei pesci che popolavano i corsi d'acqua.



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