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10 febbraio 2008

NOTE

1) Vedi anche

2) Da questo articolo intotolato "La città diffusa.
"Così villette e capannoni diventano una megalopoli" si dice "il modello Veneto, 450 mila imprese, il 97 per cento delle quali con meno di quindici dipendenti, una quota del Pil per abitante di 23 mila euro (la media italiana è 19 mila), 3 mila sportelli bancari con 41 milioni di euro depositati..". E ancora: " Il cemento invade la campagna, la urbanizza, consuma il suolo, un bene che non si riproduce. Ma la città diffusa non ha un centro, né una piazza con i portici né il monumento ai caduti. Si struttura in linea retta, fra un paese e l'altro, con le villette e gli stabilimenti che sorgono lungo una strada di grande traffico, soffocante e malsana, dove caricano e scaricano merci centinaia di migliaia di camion ogni giorno e dove, come molti prevedevano, a un certo punto si sarebbe verificato il collasso. La città diffusa è costruita casualmente, sfruttando strumenti urbanistici comunali e regionali molto permissivi. Imita la città tradizionale e certi suoi caratteri morfologici, ma non è una città, è sparsa e polverizzata.".

3) Nel '98, stando alle ricerche dell'Osservatorio Veneto di Paolo Cacciari, sono stati progettati nella regione 9 milioni di metri cubi di fabbricati residenziali e 11 non residenziali (sono 13 in Lombardia, ma con più del doppio di popolazione). Secondo l'istituto di Cacciari, l'attività edificatoria in Veneto "è la più elevata d'Italia".

4) Gli svincoli saranno quelli di Montecchio Maggiore; Montecchio Arzignano; Castelgomberto; Malo; Breganze; Mason Pianezze; Marostica Nove; Bassano Ovest; Bassano Est; Cassola Loria; Riese Pio X; Altivole; Montebelluna; Spresiano.

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