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14 luglio 2010




MALO - Perplessità e preoccupazione esprime il Comitato Difesa Salute e Territorio, nato nel febbraio del 2008 come aggregazione di cittadini contrari al passaggio dell’autostrada pedemontana nel tratto Thiene-Montecchio, per la parte di Pedemontana passante per Malo.
«Contrariamente a quanto si sostiene sui media, non è vero che l’opera passerà in galleria su tutto il territorio comunale di Malo. In realtà gran parte del tracciato sarà in superficie.

Da est verso ovest, l’autostrada passerà in superficie fino quasi alla strada statale SS 46. Poco prima di incrociare la statale si interrerà in galleria artificiale per poi proseguire in galleria naturale da sotto monte Palazzo fino a località Poscole a Castelgomberto.
Pertanto località come Borgo Redentore, Visan e Vergan, saranno pesantemente danneggiate dal passaggio sia per impatto acustico che da fumi. In prossimità dell’imbocco della galleria ci sarà un’altissima concentrazione di fumi, evidenziato dallo studio di impatto ambientale realizzato nel 2005 dalla società proponente».

«E’ da notare che nella zona con maggiore concentrazione di fumi - scrive il Comitato - è prevista la realizzazione del nuovo Ceod. Chiaramente tale estensione dipende anche dai venti, gran parte del territorio comunale sarà interessato da un aumento di fumi.
Tale studio è stato fatto prima della variazione del tracciato che ha spostato l’autostrada più a sud nel comune di Villaverla. Non sono mai stati fatti studi relativi all’impatto acustico». Preoccupa il tunnel: «C’è un rischio concreto di danneggiamento del sistema idrico naturale. Nessuno può dire cosa succederà alle sorgenti esistenti ai piedi delle colline».
Giuseppe Bedin

MONTECCHIO M. - Stop alla Pedemontana. Lo chiede con un’interrogazione a risposta immediata il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra Veneta) che invita tutti i consiglieri dell'opposizione a sottoscrivere il documento “affinché non passi sotto silenzio questo ennesimo atto di centralismo autoritario del governo Berlusconi Bossi”.

Per Pettenò il progetto è “in palese violazione di quanto concordato con i sindaci e deliberato dal parlamento nel 2001; la dichiarazione dello stato di emergenza per traffico appare del tutto ingiustificata e volta solo a coprire la finta esigenza di trasformare il progetto di superstrada in una autostrada camuffata e inadatta al territorio, il che stravolge la legge istitutiva della Pedemontana Veneta (Finanziaria 2000) divenendo quindi passante nord della A4 a pedaggio, già respinta dal parlamento nel 2001)”.

Per l’esponente della Federazione della Sinistra Veneta “si vorrebbe imporre, senza nemmeno un confronto adeguato e trasparente, una soluzione stradale in netto contrasto con la ‘città diffusa’ del territorio, riducendo gli accessi e trasformandoli in caselli a pagamento”.
L’interrogazione è accompagnata anche da due corposi allegati predisposti dal Coordinamento degli amministratori contro la Pedemontana autostradale” che fanno le pulci al progetto nel tratto Montecchio Malo in oltre sessanta punti.
Pettenò chiede alla Giunta Regionale “che la discussione torni ad essere trasparente e nelle sedi legittime del consiglio regionale, così coinvolgere gli Enti locali, le comunità del territorio, le associazioni ed i comitati”.
Giorgio Zordan


BASSANO - Un’opera al servizio del territorio: gratuita, altamente percorribile e rispettosa dell’ambiente che attraversa. Non un’autostrada, ma una tangenziale pedemontana che serva a razionalizzare il traffico e non ad aumentarlo come alternativa nord al Passante. Il Partito Democratico mette nero su bianco la sua posizione sulla Superstrada Pedemontana Veneta. E lo fa con un documento che sarà inviato a tutti i circoli locali del Pd dell’area interessata dal progetto. Presentato a Bassano, il testo racchiude alcune proposte migliorative al progetto in termini viabilistici, ambientali ed economici, con un risparmio stimato in circa 240 milioni di euro. Ma punta anche il dito contro il diverso trattamento finanziario riservato al Veneto rispetto alla Pedemontana lombarda (finanziata dallo Stato con 1 miliardo 200 milioni di euro) e contro il ritardo di dieci anni con cui prendono il via i lavori.
Un’attesa senza la quale si sarebbe potuto evitare il ricorso al project financing, con le conseguenze che questo comporterà per i cittadini. Alla presentazione del documento sono intervenuti l’onorevole Daniela Sbrollini, Laura Puppato, capogruppo Pd in consiglio regionale, i consiglieri regionali Stefano Fracasso e Giuseppe Berlato Sella, e i delegati per la Pdv del Pd vicentino Alberto Rigon, Maurizio Scalabrin e Alfio Piotto.
La Pedemontana è un’opera strategica per il territorio, per i cittadini e il sistema produttivo. Questa la posizione del Partito Democratico. Ma con una fondamentale precisazione: è strategica se sarà un’arteria davvero al servizio del territorio. E quindi: gratuita, intergrata al sistema infrastrutturale esistente e costruita con modalità e soluzioni all’insegna della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente che ne circonda il percorso.
In questo senso il documento racchiude anche delle proposte migliorative relative a tre diversi tratti del percorso con la rivisitazione del progetto nel tratto Montecchio–Malo, la previsione di accessi più semplici ed agevoli tra Mussolente e Mason e infine il recupero e l’adeguamento della Gasparona tra Thiene e Bassano. Una modifica, quest’ultima, che consentirebbe di evitare una duplicazione della strada e di risparmiare almeno 260 mila metri quadrati di campagna e circa 240 milioni di euro.

Il Gazzettino - Mercoledì 14 Luglio 2010

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