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12 settembre 2011



Una lunga passeggiata nel verde, tra le lepri che scappavano dai cani e lo stupore di scoprire quanto è vasta l’area, quanto lontano l’orizzonte degli alberi, quante le opportunità che si aprono alla città; la passeggiata all’interno del Parco della Pace – con la presenza di duecento persone e del sindaco Variati – è l’elemento simbolico che fa da ponte ideale tra un percorso che si chiude – quello, bello e partecipato, del Festival NoDalMolin 2011 – e un altro che si apre: quello dell’ideazione, della costruzione e della gestione dell’area che gli statunitensi avrebbero voluto militarizzare e che, invece, è entrata nel patrimonio comune della città.

L’ultima giornata del Festival NoDalMolin 2011 ha visto centinaia di persone passeggiare liberamente per la prima volta all’interno del Dal Molin, alla scoperta di quest’area; una chiusura di Festival che, evidentemente, parla dei percorsi sociali dei prossimi mesi, sintetizzando nella sua simbolicità i tanti temi trattati durante queste due settimane di dibattiti e spettacoli. E’ stato, (continua ...)

Parco della Pace: il documento presentato al sindaco Variati

Pubblichiamo di seguito il documento sottoscritto da una quindicina di comitati e realtà associative vicentine e presentato al sindaco Variati durante la visita al Parco della Pace di domenica 11 settembre 2011.

Il Parco della Pace rappresenta una grande occasione per la nostra città, per i territori che la circondano e per quanti li abitano; non solo perché, dal secondo conflitto mondiale a oggi, è il primo luogo della città che si libera dal filo spinato, ma soprattutto perché quello può essere un innovativo terreno di sperimentazione nelle pratiche di costruzione e gestione partecipata dell’area.

In queste settimane ci siamo confrontati a lungo intorno al futuro di questo spazio e ci sentiamo di proporre, all’intera città e alla sua amministrazione comunale, alcuni spunti intorno ai quali riflettere:

1. Il Parco della Pace deve essere uno spazio che si fa rappresentazione concreta e quotidiana di alcuni valori fondanti, quali la solidarietà e l’interculturalità, la difesa e la valorizzazione dei beni comuni, la centralità della ricerca della partecipazione come fondamento della sua gestione; democrazia, partecipazione, pace e beni comuni devono essere interpretati come elementi costituenti e come filo conduttore delle attività da svolgere all’interno dell’area;
2. Una prima occasione di utilizzo del parco, come quella dell’11 settembre 2011, deve rappresentare un primo passo di un percorso articolato e collettivo, flessibile e capace di integrare le tante aspettative e le suggestioni provenienti dalla nostra comunità;
3. è imprescindibile un concetto già espresso dall’architetto Kippar: il Parco della Pace deve rappresentare un vuoto all’interno di un tessuto urbano saturo di spazi pieni; a riempirlo non devono essere strutture ed edificazioni, ma la densità espressa dalla socialità e dalla creatività civica. Crediamo, perciò, che nessuna nuova struttura non indispensabile al funzionamento del parco, debba essere costruita all’interno dell’area;
4. la partecipazione è un elemento fondante del Parco della Pace, da immaginare non soltanto come uno spazio fisico, ma anche come un laboratorio sociale nel quale ridisegnare e sperimentare le forme del governo del territorio e della comunità locale;
5. il Parco della Pace deve essere di nessuno perché possa essere di tutte e tutti: perché questo avvenga e perché esso possa rappresentare davvero lo spazio della partecipazione, crediamo non vi debbano essere ospitate presenze stabili e a tempo indeterminato; chiunque si riconosca nel valori espressi dal Parco della Pace deve poter proporvi all’interno attività senza però mettervi radici, nell’ottica di preservare quest’area come casa comune che, di conseguenza, non è sede di nessuno;
6. il Parco della Pace deve avere una vocazione intercomunale perché rappresenta un patrimonio di tutto il territorio e delle donne e degli uomini che lo abitano.

A partire da questi punti, crediamo indispensabile aprire un percorso di confronto e discussione a più livelli, capace di intercettare il desiderio di partecipazione e democrazia che Vicenza ha espresso in questi anni.

Vicenza, 11 settembre 2011

Presidio Permanente NoDalMolin
Lista Vicenza Libera - NoDalMolin
Emergency
La Fabbrica di Nichi
Gruppo Cristiani per la Pace
Associazione Papa Giovanni XXIII
Sel - Sinistra Ecologia Libertà
Rancurarte
Comitati Difesa Salute Territorio NO Pedemontana - Alto Vicentino-Malo-Valle Agno
Comitato Valle Agno NoDalMolin per i Beni Comuni
Circolo culturale Mesa
Circolo culturale E20undreground
Associazione Lavoratori in corso
Collettivo InScatola Montecchio Maggiore
Artisti de "La Piccionaia - I Carrara" Teatro Stabile Innovazione
Coordinamento Lavoratori della cultura Vicenza
Equistiamo

Per sottoscrivere il documento scrivere a comunicazione@nodalmolin.it

lunedì 12 settembre 2011

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